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Babywearing: tutti i vantaggi del portare

Indubbi sono i suoi benefici, dal lasciare le mani libere alla mamma al promuovere il legame papà-figlio. Aiuta l’attaccamento e la fiducia con i genitori, stimola in totale sicurezza ed è un valido ausilio nelle situazioni di depressioni post partum. Il babywearing è una vera e propria manna che viene proprio dall’antichità.

Letteralmente vuol dire “indossare il bambino”, ma nel linguaggio comune si intende come il portare il neonato con una fascia che segue la fisiologia del piccolo. È utile da zero a tre anni, anche se la sua praticità permette di finire anche dopo, in base alle esigenze di accudimento del bambino.

Babywearing: come rendere il genitore multitasking

Tanti sono i benefici per il bambino, soprattutto durante i primi mesi della sua vita, quando non è autosufficiente ed ha bisogno del continuo contatto con la propria madre, che lo protegge e rassicura in ogni momento della giornata. Il contatto è, poi, necessario per la termoregolazione, che viene permessa tramite la sincronia termica che si crea con il proprio genitore. inoltre, il babywearing non conosce differenze sessuali: è uno strumento utile anche per alimentare il rapporto con il figlio che li aiuterà a conoscersi. Ma i benefici non finiscono, perchè le mamme che allattano, potranno godere di un aumento della prolattina proprio grazie al contatto pelle a pelle, riuscendo ad individuare più facilmente i bisogni del piccolo, che ha bisogno di poppare almeno ogni due ore e mezza. Ci si conosce a fondo, molto più velocemente, aumentando l’autostima da genitore, che si sente reattivo e pronto ad ascoltare e soddisfare al meglio i bisogni del neonato.

Sicuramente, non meno importante, resta il fattore praticità. Una mamma può tornare ad occuparsi di tutte le faccende quotidiane senza preoccupazioni e senza il timore di doversi dividere tra il bambino e le proprie routine.

In Italia, ormai, si fa largo uso di alcuni importanti supporti che permettono ad un genitore di vivere serenamente il rapporto con il proprio figlio, organizzando la propria giornata nel migliore dei modi.

  • Fascia tessuto. È il supporto perfetto per la fisiologia del bambino, che permette di sostenere in maniera ottimale il peso del bambino, ed è ideale per coprire tutto il percorso del babywearing. È versatile e con varie misure in base alla corporatura del portatore e, sopratttutto, gode di una fantastica durevolezza.
  • Mei tai. È una via di mezzo tra un marsupio ed una fascia. Ha origini orientali, per la precisione, asiatiche e si può utilizzare già dai 3 mesi del bambino, quando i muscoli del collo sono abbastanza forti da poter reggere la testa. Questa permette il contatto pancia a pancia e, nonostante non sia contenitiva quanto la fascia, è interessante per il suo utilizzo molto semplice ed intuitivo.
  • Anche i marsupi rispettano la fisiologia del bambino, anche se sono più adatte a partire dai 6 mesi, cioè quando il piccolo è in grado di sostenere la seduta. Questo strumento permette di trasportare sia davanti che sulla schiena, rivelandosi un ottimo alleato in molte situazioni quotidiane.

Come approcciarsi al babywearing

Ogni genitore ha il suo supporto ideale, proprio per questo non è possibile definire quale sia quello universale, dal momento che una mamma ed un papà hanno diverse esigenze. Sicuramente sono molti i punti a favore del “portare”, prima di tutto la comodità, poiché uno dei vantaggi più importanti del portare i bambini è quello di permettere al genitore di muoversi liberamente, a differenza di quello che accadrebbe con un passeggino. Nessuna barriera architettonica potrebbe ostacolare le passeggiate e le commissioni quotidiane, soprattutto se bisogna portare bambini piccoli con sè.

È risaputo, poi, quanto una fatica possa aiutare lo sviluppo sano del bambino, poiché la vicinanza con la mamma permette di seguire il suo ritmo cardiaco ed il suo respiro, lasciando che il proprio sistema vestibolare si eserciti. La fascia, infatti, aiuta a creare una sorta di guscio protettivo per il bambino che non ha ancora imparato a controllare tutti i propri movimenti.

Inoltre, un bimbo che può godere del contatto con il proprio genitore, è più felice, infatti pianti e capricci sono ridotti al minimo. Questo gli permetterà di scoprire più facilmente tutto ciò che li circonda, dalla casa al mondo al di fuori.


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