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Bimbi prematuri: ecco perché la fascia porta bebè è la soluzione ideale

I bimbi prematuri, ovvero quelli nati in anticipo, sono affetti da una grandissima sensibilità fisica e richiedono ogni cura e attenzione per evitare complicazioni nella crescita.

Oggi vedremo come portarli in fascia e le motivazioni per cui questa è la soluzione ideale.

Bimbi prematuri: una condizione grave seppur risolvibile

La prematurità è considerata una patologia grave ma che cela anche un grande potenziale di recupero.

L’accudimento dei bambini prematuri deve tener conto dei rischi derivanti da eventuali ritardi intellettivi e da disabilità oltre all’insorgenza di condizioni patologiche gravi come l’asma.

In Italia la quasi totalità dei bambini nati in anticipo, anche molto prima delle trentasette settimane di gestazione, recupera in maniera davvero sorprendente.

Una piccolissima percentuale di bambini prematuri manifesta nella crescita gli effetti a lungo termine del loro sviluppo psicomotorio e neuro-cognitivo.

Bimbi prematuri: l’efficacia della marsupioterapia

Il punto è che l’arrivo prematuro di un bambino è motivo di grande impegno e apprensione per i neo-genitori e il viaggio dell’accudimento non è certo privo di difficoltà.

Da una parte ci sono i timori dei genitori che riguardano la salute del piccolo mentre dall’altra vi è la spiacevole sensazione di sentirsi inadatti a ricoprire tale ruolo.

Bagnetto, coccole e nutrizione sembrano azioni sempre più complesse rispetto alla normalità per cui il trasporto in fascia porta bebè risulta essere la risposta più adeguata a stabilire una relazione positiva e sana.

Gli esperti parlano per l’appunto di “marsupioterapia”, una tecnica nata in Colombia che crede nel trasporto del piccolo a contatto con la pelle della mamma durante tutto l’arco della giornata.

Con il contatto materno il piccolo si trova in una culla termica che crea beneficio sia al neonato che alla mamma.

Difatti questo tipo di trasporto si manifesta con una minor mortalità neonatale e una salute più resistente per le mamme.

Leggi anche: 5 motivi per usare fascia o marsupio anche in casa

Bimbi prematuri: ecco perché la fascia è benefica per loro

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2003, ha pubblicato un interessante studio in cui spiega l’efficacia del portare in fascia un neonato prematuro assieme ad una guida su come muoversi.

Da questo studio è emerso che a beneficiarne siano mamme e figli da un punto di vista fisico e mentale.

Anche i più illustri reparti di terapia intensiva neonatale sono concordi nell’individuare dal rapporto pelle a pelle immensi benefici per i neonati e per i genitori anche perché produce effetti positivi nella costruzione della relazione genitore-figlio.

La fascia è uno strumento di supporto capace di ricreare le condizioni del grembo materno e di donare confort e sicurezza a entrambi.

Quale tipo di fascia scegliere?

Per i bambini prematuri è preferibile la fascia elastica, con legature a triplo sostegno anteriore e una miglior efficacia del contatto con la pelle.

Le fasce elastiche supportano fino a sette chilogrammi e devono essere utilizzate nel rispetto della flessione del corpo del piccolo, con la classica posizione a ranocchio ma senza forzare troppo la divaricazione delle gambe.

Prima di iniziare ad usare la fascia con un neonato prematuro si dovrebbe seguire una minima formazione per capire come utilizzarla senza danneggiare lo scheletro del piccolo.

Solitamente la fascia si può cominciare ad utilizzare sin dalle prime fasi di vita, grazie al sostegno che la fascia per neonati, offre anche alla testa del piccolo, evitando che questa possa penzolare.

Leggi anche: A passeggio con il neonato: meglio passeggino o fascia?

Accorgimenti e consigli

Il percorso dell’utilizzo della fascia deve seguire la fine della terapia di prematurità, quando il bambino diventa un neonato a termine con i medesimi bisogni primari di tutti gli altri neonati.

Con la fascia i neonati prematuri riceveranno continuamente stimoli olfattivi e tattili rassicuranti oltre al bilanciamento ottimale della temperatura.

Nonostante si creda che il babywearing sia una tendenza degli ultimi tempi la verità è che questa pratica esiste da molto tempo, sin dall’antichità. La fascia è il modo più dolce ed efficace per ricreare la pancia della mamma, dove la temperatura è confortevole ed i rumori sono ridotti e attutiti.

Questa pratica fortifica il legame genitore-figlio e aiuta la costruzione della relazione oltre a prevenire la depressione post-partum proprio perché il contatto genera produzioni di ossitocina che favoriscono l’allattamento e l’umore.

Con la fascia il bambino è sempre vicino alla mamma con una distribuzione del peso tale da consentirle il movimento e persino l’attività fisica. Ecco perché potresti farti consigliare dal pediatra o dal tuo esperto di fiducia su quale tipo di fascia utilizzare e come ancorarla al tuo corpo per mettere in sicurezza il piccolo.

Siamo sicuri che con i giusti consigli sarai sempre felice di questa scelta!


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